Nel Sannio la coltura dell’olivo risale a tempi antichissimi, già i sanniti erano coltivatori di olivi e al museo del Sannio è possibile ammirare una lampada, risalente al VI secolo a. C., che era alimentata con olio di oliva. Un verso di Virgilio del I secolo a. C. lascia capire come la valle telesina, alle falde del massiccio del Taburno, già allora fosse sede di oliveti: «Iuvat Ismara Baccho conserere atque olea magnum vestire Taburnum. Le testimonianze relative alla coltivazioni di olivi nel mondo antico, però, sono abbastanza scarse, solo negli anni del Medio Evo si comincia a disporre di una documentazione più consistente, per quanto frammentaria.

Il cristianesimo, attraverso riti quali l’unzione degli infermi e dei catecumeni, ha inserito l’olio di oliva nella propria liturgia, contribuendo a diffonderne l’uso. Inoltre l’olio era il combustibile che permetteva di alimentare le lampade votive, per cui le chiese e i monasteri ne facevano largo uso.

Dopo la caduta dell’impero romano l’olivicoltura subì una forte contrazione in tutto il Mediterraneo, e cominciò a riprendersi solo dal X secolo. Le fonti medievali sono quasi tutte relative alla coltivazione da parte dai monasteri, ma è certo che l’olivicoltura fosse praticata anche nelle proprietà laiche. L’interesse dei conventi per l’olio si spiega soprattutto per l’utilizzo nelle lampade votive ma non mancava un uso alimentare, e in quantità nettamente inferiori, l’utilizzo nella cosmesi e nella farmacopea.

Nei secoli dell’età moderna l’olivicoltura sannita continuò a prosperare, come attestano varie fonti, ad esempio gli Statuta Civitatis Beneventi, del 1588, vietavano di condurre gli animali nei terreni dove erano coltivati olivi, viti o alberi da frutto: «Item inhibetur quod nullus aurea animalia in locis alienis, ubi sunt olivae arbores fructiferas, seu vitate, ponere vel tenere».

Nei secoli successivi, XVII e XVIII in Europa ci fu un’insufficienza di prodotti alimentari, che spinse a seminare cereali a discapito di altre colture. Nella seconda metà del Settecento le coltivazioni arboree iniziarono ad incrementarsi in tutto il Mezzogiorno e a partire dall’Ottocento le informazioni sull’olivicoltura sannita sono molto più dettagliate. Fu realizzato un catasto di tutti i terreni e i fabbricati del Regno di Napoli, che permise di analizzare la diffusione degli oliveti su buona parte del territorio sannita. Anche la produzione di olio era cospicua, come dimostra la presenza di 80 frantoi.

A partire dal 1860, quando fu istituita la nuova provincia di Benevento in seguito all’unificazione, si verificò una crescita delle colture arboree a discapito di quelle seminative a causa della minore convenienza dei cereali che subivano la concorrenza delle importazioni da oltre oceano. L’olivo fu una delle piante che si espansero più rapidamente grazie all’abbattimento dei dazi doganali deciso dal governo. A partire da questi anni, si hanno le prime notizie in merito alle varietà di olivi coltivate nel Sannio, le cultivar erano dodici: l’ «ortolana», l’«ortice riccia», la «femminella», la «racioppelle a sozzo», la «media rotunda virdior», la «media rotunda praecox» o «trignarola», l’ «olivo di Spagna», l’«oliva a sertolli», l’«occhio di palombo», la «pantalona» (dettà anche ravè o marinese) e la «racioppella» (detta anche «ricca»). Di queste dodici cultivar una delle più diffuse era l’ortice riccia, anche l’ortolana la racioppella erano molto diffuse.

Oltre alla coltivazione degli olivi, anche la produzione di olio era molto abbondante anche se la qualità era scarsa a causa della cattiva conservazione delle olive.

Durante gli anni del fascismo l’olivicoltura continuò a progredire nonostante gli effetti deleteri della battaglia del grano, intrapresa nel 1926, che in tutta Italia provocò l’incremento dei terreni coltivati a seminativi a discapito delle colture specializzate.

Negli ultimi decenni, grazie al mercato comune europeo e alla modernizzazione dell’agricoltura, l’olivicoltura del Sannio ha registrato una netta crescita, dovuta anche al fatto che le tecniche di coltivazione sono state aggiornate e migliorate, superando le difficoltà che caratterizzavano l’olivicoltura fino alla metà del ‘900 e che avevano tormentato più di una generazione di agronomi.


L’azienda MP Trade rappresentata dall’Amministratore Dott. Antonio Mesisca ha preso parte all’ IBA – “International Business Academy, portando l’esperienza del brand Genti delle Alture sui mercati esteri, sullo sviluppo ed il consolidamento di strategie di internazionalizzazione, con particolare attenzione al mercato svizzero, dove l’azienda è presente con una propria filiale operativa. Il corso sotto la direzione del Prof. Riccardo Resciniti, è stato attivato presso il Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi (DEMM) dell’Università degli Studi del Sannio, in partnership con l’ICE

– Agenzia per il Commercio Estero; l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” – DISAQ; la Seconda Università degli Studi di Napoli – Dip. di Economia; l’Università degli Studi di Salerno – DISTRA MIT; l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” – DISUS; l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – DEMI; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. L’attività formativa è finalizzata alla crescita socio-economica del territorio e rappresenta un collegamento importante tra imprese e giovani che operano o intendono operare nei mercati internazionali. È stata una importante occasione per presentare il progetto imprenditoriale della start-up sannita in Italia ed all’estero, offrendo alle imprese del territorio uno strumento di formazione di risorse specializzate, tenendo conto delle esigenze delle imprese e dei settori più rappresentativi del tessuto produttivo regionale e nazionale.


Il fiordilatte è un prodotto unico, la cui produzione segue delle regole ben precise per mantenere intatte le caratteristiche e le proprietà. La lavorazione del fiordilatte è completamente a mano, simile a quella della classica mozzarella. La produzione è oggi parte di un processo ben pensato e scandito: dalla filiera alla tavola questo ingrediente, prodotto con alti standard qualitativi, riesce a preservare non solo i nutrienti ma anche la freschezza e l’inconfondibile sapore.

La forma lucente, la consistenza gradevolmente fibrosa e, al contempo, soffice, l’aroma di latte ed il sapore delicato ne fanno uno dei prodotti più amati e versatili. Il latte è rigorosamente vaccino, e proviene, da allevamenti alle pendici del Matese e dell’ Alto Sannio con una selezione accurata dei produttori, attraverso un controllo giornaliero della materia prima, a garanzia e tutela della qualità alimentare.


La produzione di olio extravergine di oliva per la nostra piattaforma, è radicata nel Sannio, un territorio ad alta vocazione agricola dove la vite e l’olivo sono gli attori principali di questa bellissima storia che da secoli ha contraddistinto la vita, la storia e la cultura agricola delle nostre terre. L’olivicoltura sannita è per gran parte a carattere tradizionale, costituita da tantissimi piccoli olivicoltori e da piccoli e grandi oliveti disseminati lungo tutto il territorio della Valle Telesina e del medio Calore, così da creare dei bellissimi mosaici di varie forme e colori, con una notevole presenza di cultivar autoctone da cui se ne ricavano degli oli extra vergini d’oliva di grandissimo pregio, tra tutte: Ortice, Racioppella e Ortolana. Sono varietà molto antiche e molto diverse tra di loro, ognuna contraddistinta da caratteristiche organolettiche diverse. L’Ortice dal profumo intenso, e dal piccante e amaro molto decisi; l’Ortolana, detta anche Melella, caratterizzata da un meraviglioso sentore di mela verde e un fruttato medio; e infine la Racioppella, dal gusto dolce e delicato dove si possono avvertire sentori di mandorla e pomodoro. L’essenza della nostra terra è insita nei profumi e nei sapori dei suoi frutti.


Tra i prodotti del nostro paniere non poteva mancare la mozzarella di bufala campana, prodotta nella piana del Sele, vera e propria prelibatezza culinaria, uno dei prodotti d’eccellenza della gastronomia delle nostre terre. La Mozzarella di Bufala Campana Dop è oggi il più importante marchio a Denominazione di Origine Protetta del Sud Italia.


Lo scorso venerdì si è svolta presso il caratteristico scenario del Castello dell’Ettore nel centro storico di Apice Vecchia, una importante rassegna promossa dalla start up Genti delle Alture.
L’evento ha previsto la presentazione della prossima campagna di scavo nei pressi della Via Appia da parte della Università degli Studi di Salerno, nella persona del Prof. Alfonso Santoriello e del cammino emozionale della regina viarum nel racconto di due camminatori, Filippo Iebba e Monica Iachetta, che l’hanno percorsa a piedi da Brindisi a Roma.
A conslusione la presentazione dell’azienda sannita Genti delle Alture ad opera dell’Amministratore Antonio Mesisca, il quale ha illustrato la struttura e l’organizzazione aziendale in Italia ed all’estero, e in particolare la partnership con il progetto Ancient Appia Landscapes, conclusosi con la presentazione del vino Ponterotto, Aglianico dell’Appia, cui parte del ricavato è stata destinata a finanziare la ricerca e la valorizzazione del territorio.
Esempio questo di uno stretto connubio tra le eccellenze produttive del territorio e gli enti di ricerca che da anni operano sul territorio beneventano ed irpino, il tutto mirato alla conoscenza e valorizzazione delle aree di produzione.


Serata Degustazione dell’Aglianico Ponterotto, a cura di Genti delle AltureVenerdì 23 giugno 2017 – ore 18,00 Castello dell’Ettore – Apice Vecchia (BN)

“Strade della conoscenza e vocazioni territoriali in un percorso rosso Aglianico”

PROGRAMMA

Presentazione del progetto di ricerca “Appia Landscapes” nel territorio beneventano, Campagna di scavo 2017, a cura di Alfonso Santoriello (Archeologia dei Paesaggi, Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale UNISA)

“La Via Appia a piedi: il racconto del cammino e l’emozione della Regina Viarum” a cura di Filippo IebbaMonica Iachetta.

Progetto “Ponterotto Aglianico dell’Appia” eccellenze del territorio e contributo alla ricerca scientifica. Antonio Mesisca amm. MP TRADE – Genti delle Alture

 


Nell’ambito delle attività accademiche e di formazione del corso di laurea in Marketing Strategico, diretto dal Prof. Riccardo Resciniti, presso l’Università degli Studi del Sannio, nella giornata di ieri si è tenuto un importante seminario sul marketing e sulla internazionalizzazione delle aziende, portando all’attenzione degli studenti, il modello aziendale intrapreso dal brand Genti delle Alture, alla presenza dell’Amministratore della MP Trade A. Mesisca e del Responsabile Grafica e Comunicazione della Lagartixa design C. Boffa. In particolare si è focalizzata l’attenzione sul processo di creazione del brand e dei suoi legami con le produzioni del territorio, nell’ottica di una attenta strategia di comunicazione e commercializzazione, condotta in questi anni sul mercato svizzero e inglese.


L’iniziativa, patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e turismoMiBACT, dalla Regione Campania, dal Comune di Napoli, dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli e dall’Associazione Nazionale Giovani AgricoltoriANGA, ha rappresentato il momento di confronto più importante tra i giovani italiani sulle grandi tematiche dell’UNESCO.

300 delegati tra i 20 e i 35 anni, rappresentanti di tutte le regioni d’Italia, per promuovere #UNITE4HERITAGE (uniti per il patrimonio culturale), la campagna internazionale promossa dall’UNESCO a Parigi, con cui si è dato vita a un movimento globale impegnato nella salvaguardia e nella promozione del patrimonio culturale.

Sono state giornate intense di dibattiti, seminari, workshop e happening per trattare di cultura, educazione e scienza con un approccio innovativo, capace di appassionare e stimolare le nuove generazioni a sviluppare una più completa consapevolezza sul valore del patrimonio culturale.
Per il brand sannita Genti delle Alture è stata una prestigiosa occasione per lanciare il progetto “Ponterotto” Aglianico dell’Appia, ideato con l’Università degli Studi di Salerno  con l’obiettivo di promuovere la condivisione della conoscenza e lo sviluppo delle risorse economiche e culturali, conferendo il giusto risalto al connubio tra le eccellenze produttive, la ricerca e la promozione del territorio.


Il 13, 14 , 15 gennaio 2017 il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (UNESCO Giovani), si dà appuntamento a Napoli per la Seconda Assemblea Nazionale.

Obiettivo principale della manifestazione, il lancio in Italia della campagna internazionale promossa dall’UNESCO a Parigi: #UNITE4HERITAGE (uniti per il patrimonio culturale),  motto con il quale si è dato vita ad un movimento globale impegnato nella salvaguardia e nella promozione del patrimonio cultuale e della diversità, anche attraverso l’utilizzo consapevole tra i giovani dei social network.

Tre giorni intensi di dibattiti, seminari, workshop e happening per trattare di cultura, educazione e scienza a cui prenderà parte anche il brand Genti delle Alture con la degustazione dei suoi vini legati al territorio e al suo patrimonio culturale.

Molti i nomi di rilievo nazionale e internazionale tra i relatori e gli ospiti: Irina Bokova, Direttore Generale UNESCO (in collegamento da Parigi); Franco Bernabè, Presidente Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO; Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo; Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli.