News, eventi, fiere dell’azienda Genti delle Alture… segui sul nostro blog tutti gli aggiornamenti sui prodotti enogastronomici sanniti d’alta qualità

Da qualche settimana anche noi utilizziamo la piattaforma di commercio elettronico più famosa al mondo per permettere a tutti di conoscere i nostri prodotti, rendendoli maggiormente accessibili e reperibili.

Al momento abbiamo deciso di puntare sui nostri vini ma l’intento è quello di ampliare la scelta con la presentazione di tutta la gamma dei prodotti a marchio Genti delle Alture per soddisfare ogni esigenze.

Potete trovare informazioni specifiche di ogni prodotto presente su Amazon, dalle immagini alle caratteristiche organolettiche dei vini ed aiutarci a migliorare attraverso le vostre recensioni.


Nel Sannio la coltura dell’olivo risale a tempi antichissimi, già i sanniti erano coltivatori di olivi e al museo del Sannio è possibile ammirare una lampada, risalente al VI secolo a. C., che era alimentata con olio di oliva. Un verso di Virgilio del I secolo a. C. lascia capire come la valle telesina, alle falde del massiccio del Taburno, già allora fosse sede di oliveti: «Iuvat Ismara Baccho conserere atque olea magnum vestire Taburnum. Le testimonianze relative alla coltivazioni di olivi nel mondo antico, però, sono abbastanza scarse, solo negli anni del Medio Evo si comincia a disporre di una documentazione più consistente, per quanto frammentaria.

Il cristianesimo, attraverso riti quali l’unzione degli infermi e dei catecumeni, ha inserito l’olio di oliva nella propria liturgia, contribuendo a diffonderne l’uso. Inoltre l’olio era il combustibile che permetteva di alimentare le lampade votive, per cui le chiese e i monasteri ne facevano largo uso.

Dopo la caduta dell’impero romano l’olivicoltura subì una forte contrazione in tutto il Mediterraneo, e cominciò a riprendersi solo dal X secolo. Le fonti medievali sono quasi tutte relative alla coltivazione da parte dai monasteri, ma è certo che l’olivicoltura fosse praticata anche nelle proprietà laiche. L’interesse dei conventi per l’olio si spiega soprattutto per l’utilizzo nelle lampade votive ma non mancava un uso alimentare, e in quantità nettamente inferiori, l’utilizzo nella cosmesi e nella farmacopea.

Nei secoli dell’età moderna l’olivicoltura sannita continuò a prosperare, come attestano varie fonti, ad esempio gli Statuta Civitatis Beneventi, del 1588, vietavano di condurre gli animali nei terreni dove erano coltivati olivi, viti o alberi da frutto: «Item inhibetur quod nullus aurea animalia in locis alienis, ubi sunt olivae arbores fructiferas, seu vitate, ponere vel tenere».

Nei secoli successivi, XVII e XVIII in Europa ci fu un’insufficienza di prodotti alimentari, che spinse a seminare cereali a discapito di altre colture. Nella seconda metà del Settecento le coltivazioni arboree iniziarono ad incrementarsi in tutto il Mezzogiorno e a partire dall’Ottocento le informazioni sull’olivicoltura sannita sono molto più dettagliate. Fu realizzato un catasto di tutti i terreni e i fabbricati del Regno di Napoli, che permise di analizzare la diffusione degli oliveti su buona parte del territorio sannita. Anche la produzione di olio era cospicua, come dimostra la presenza di 80 frantoi.

A partire dal 1860, quando fu istituita la nuova provincia di Benevento in seguito all’unificazione, si verificò una crescita delle colture arboree a discapito di quelle seminative a causa della minore convenienza dei cereali che subivano la concorrenza delle importazioni da oltre oceano. L’olivo fu una delle piante che si espansero più rapidamente grazie all’abbattimento dei dazi doganali deciso dal governo. A partire da questi anni, si hanno le prime notizie in merito alle varietà di olivi coltivate nel Sannio, le cultivar erano dodici: l’ «ortolana», l’«ortice riccia», la «femminella», la «racioppelle a sozzo», la «media rotunda virdior», la «media rotunda praecox» o «trignarola», l’ «olivo di Spagna», l’«oliva a sertolli», l’«occhio di palombo», la «pantalona» (dettà anche ravè o marinese) e la «racioppella» (detta anche «ricca»). Di queste dodici cultivar una delle più diffuse era l’ortice riccia, anche l’ortolana la racioppella erano molto diffuse.

Oltre alla coltivazione degli olivi, anche la produzione di olio era molto abbondante anche se la qualità era scarsa a causa della cattiva conservazione delle olive.

Durante gli anni del fascismo l’olivicoltura continuò a progredire nonostante gli effetti deleteri della battaglia del grano, intrapresa nel 1926, che in tutta Italia provocò l’incremento dei terreni coltivati a seminativi a discapito delle colture specializzate.

Negli ultimi decenni, grazie al mercato comune europeo e alla modernizzazione dell’agricoltura, l’olivicoltura del Sannio ha registrato una netta crescita, dovuta anche al fatto che le tecniche di coltivazione sono state aggiornate e migliorate, superando le difficoltà che caratterizzavano l’olivicoltura fino alla metà del ‘900 e che avevano tormentato più di una generazione di agronomi.


L’azienda MP Trade rappresentata dall’Amministratore Dott. Antonio Mesisca ha preso parte all’ IBA – “International Business Academy, portando l’esperienza del brand Genti delle Alture sui mercati esteri, sullo sviluppo ed il consolidamento di strategie di internazionalizzazione, con particolare attenzione al mercato svizzero, dove l’azienda è presente con una propria filiale operativa. Il corso sotto la direzione del Prof. Riccardo Resciniti, è stato attivato presso il Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi (DEMM) dell’Università degli Studi del Sannio, in partnership con l’ICE

– Agenzia per il Commercio Estero; l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” – DISAQ; la Seconda Università degli Studi di Napoli – Dip. di Economia; l’Università degli Studi di Salerno – DISTRA MIT; l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” – DISUS; l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – DEMI; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. L’attività formativa è finalizzata alla crescita socio-economica del territorio e rappresenta un collegamento importante tra imprese e giovani che operano o intendono operare nei mercati internazionali. È stata una importante occasione per presentare il progetto imprenditoriale della start-up sannita in Italia ed all’estero, offrendo alle imprese del territorio uno strumento di formazione di risorse specializzate, tenendo conto delle esigenze delle imprese e dei settori più rappresentativi del tessuto produttivo regionale e nazionale.


Il fiordilatte è un prodotto unico, la cui produzione segue delle regole ben precise per mantenere intatte le caratteristiche e le proprietà. La lavorazione del fiordilatte è completamente a mano, simile a quella della classica mozzarella. La produzione è oggi parte di un processo ben pensato e scandito: dalla filiera alla tavola questo ingrediente, prodotto con alti standard qualitativi, riesce a preservare non solo i nutrienti ma anche la freschezza e l’inconfondibile sapore.

La forma lucente, la consistenza gradevolmente fibrosa e, al contempo, soffice, l’aroma di latte ed il sapore delicato ne fanno uno dei prodotti più amati e versatili. Il latte è rigorosamente vaccino, e proviene, da allevamenti alle pendici del Matese e dell’ Alto Sannio con una selezione accurata dei produttori, attraverso un controllo giornaliero della materia prima, a garanzia e tutela della qualità alimentare.


La produzione di olio extravergine di oliva per la nostra piattaforma, è radicata nel Sannio, un territorio ad alta vocazione agricola dove la vite e l’olivo sono gli attori principali di questa bellissima storia che da secoli ha contraddistinto la vita, la storia e la cultura agricola delle nostre terre. L’olivicoltura sannita è per gran parte a carattere tradizionale, costituita da tantissimi piccoli olivicoltori e da piccoli e grandi oliveti disseminati lungo tutto il territorio della Valle Telesina e del medio Calore, così da creare dei bellissimi mosaici di varie forme e colori, con una notevole presenza di cultivar autoctone da cui se ne ricavano degli oli extra vergini d’oliva di grandissimo pregio, tra tutte: Ortice, Racioppella e Ortolana. Sono varietà molto antiche e molto diverse tra di loro, ognuna contraddistinta da caratteristiche organolettiche diverse. L’Ortice dal profumo intenso, e dal piccante e amaro molto decisi; l’Ortolana, detta anche Melella, caratterizzata da un meraviglioso sentore di mela verde e un fruttato medio; e infine la Racioppella, dal gusto dolce e delicato dove si possono avvertire sentori di mandorla e pomodoro. L’essenza della nostra terra è insita nei profumi e nei sapori dei suoi frutti.


Tra i prodotti del nostro paniere non poteva mancare la mozzarella di bufala campana, prodotta nella piana del Sele, vera e propria prelibatezza culinaria, uno dei prodotti d’eccellenza della gastronomia delle nostre terre. La Mozzarella di Bufala Campana Dop è oggi il più importante marchio a Denominazione di Origine Protetta del Sud Italia.


Grazie ad un casuale errore di magazzino, un nostro ordine di pasta, è arrivato per sbaglio a Londra; è stata questa l’occasione per conoscere e sostenere il progetto della Felix Byam Shaw Foundation

che a St. Cuthbert’s, nella zona occidentale di Londra, ogni giorno all’interno del “Refettorio Felix” accoglie poveri e senza tetto. Abbiamo devoluto, in accordo con i nostri produttori, l’intero quantitativo al progetto, convinti che il sostegno alle fasce più deboli ed ai meno fortunati debba contraddistinguere l’agire della società civile e delle imprese.

 


Nasce una nuova unione, tra Genti delle Alture e Peperino, due brand che perseguono lo stesso obiettivo: la valorizzazione delle eccellenze del territorio, la riscoperta delle tradizioni e la ricerca continua per creare nuove idee.

 

Peperino  che quest’anno compie 10 anni, ha scelto il nostro brand e lo ripropone in maniera eccellente, come ad esempio la nostra Pasta Fresca.
Inoltre, per fine anno, sta prendendo forma, anche nella citta di Benevento, un progetto imprenditoriale condivisostay tuned